L'identità culturale non esiste

L'identità culturale non esiste

Un piccolo libro con una tesi molto grande: per risolvere i conflitti che dilaniano il mondo, e in particolare l'Europa, dobbiamo partire dal concetto di «identità culturale». Un concetto pernicioso che porta a pensare alla cultura come a qualcosa di statico, determinato, immobile. Un concetto che tende a produrre da un lato comunitarismi integralisti, dall'altro relativismi inerti e indifferenti. Oppure barricate per difendere orticelli culturali o indifferentismo dove tutto va bene purché omologo e uniforme. Invece proprio della cultura è il dinamismo, lo scambio, la permeabilità. Usando la rara peculiarità intellettuale di una doppia conoscenza, quella del mondo occidentale e del mondo cinese, Jullien riesce a stabilire l'unica piattaforma possibile per un'umanità pacificata. Quella in cui le idee e le culture sono qualcosa di dinamico, di fluido, senza steccati. Un antidoto prezioso a un mondo che costruisce barriere.

Erfolgsfaktor Verantwortung

Erfolgsfaktor Verantwortung

Unternehmerische Wohltaten sind nicht neu: Spenden haben beispielsweise eine lange Tradition. Neu hingegen sind die Professionalisierung des unternehmerischen Engagements und die Verkettung mit der Unternehmensstrategie. Unternehmen tragen Verantwortung gegenüber Kunden und Investoren, ihren Mitarbeitern und der Gesellschaft insgesamt. Wie werden sie dieser Verantwortung gerecht? Welche Unternehmen zeichnen sich dabei besonders aus und weswegen? Auf der Basis der Ergebnisse des 'Good Company'-Wettbewerbs bietet das Buch Strategien, Handlungsalternativen und Perspektiven.

Cicero: On Duties

Cicero: On Duties

De Officiis (On Duties) was Cicero's last philosophical work. In it he made use of Greek thought to formulate the political and ethical values of Roman Republican society as he saw them, revealing incidentally a great deal about actual practice. Writing at a time of political crisis after the assassination of Julius Caesar in 44BC, when it was not clear how much of the old Republican order would survive, Cicero here handed on the insights of an elder statesman, adept at political theory and practice, to his son, and through him, to the younger generation in general. De Officiis has often been treated merely as a key to the lost Greek works that Cicero used. This volume aims to render De Officiis, which was such an important influence on later masterpieces of Western political thought, more intelligible by explaining its relation to its own time and place. A wholly new translation is accompanied by a lucid introduction and all the standard features of Cambridge Texts in the History of Political Thought, including a chronology, select bibliography, and notes on the vocabulary and significant individuals mentioned in the text.

Defending Life

Defending Life

Defending Life, first published in 2007, is arguably the most comprehensive defense of the pro-life position on abortion - morally, legally, and politically - that has ever been published in an academic monograph. It offers a detailed and critical analysis of Roe v. Wade and Planned Parenthood v. Casey as well as arguments by those who defend a Rawlsian case for abortion-choice, such as J. J. Thomson. The author defends the substance view of persons as the view with the most explanatory power. The substance view entails that the unborn is a subject of moral rights from conception. While defending this view, the author responds to the arguments of thinkers such as Boonin, Dworkin, Stretton, Ford and Brody. He also critiques Thomson's famous violinist argument and its revisions by Boonin and McDonagh. Defending Life includes chapters critiquing arguments found in popular politics and the controversy over cloning and stem cell research.

Infantilismus

Infantilismus

"Der bevormundende Nanny-Staat ist für viele seiner willigen Kinder keine Bedrohung mehr, sondern gern gesehener Service-Dienstleister zur Erfüllung von Ansprüchen." Birgit Kelle Europa im Umbruch. Die politische Elite ignoriert die von ihr selbst in Gang gesetzten Umwälzungen und flüchtet sich in eine infantile Traumwelt. Sie glaubt ernsthaft, mit dem Drucken von Geld Europas Wohlstand erhalten zu können. Sie öffnet die Grenzen, ohne die dramatischen Folgen auch nur annähernd einschätzen zu können. Auch nach dem x-ten blutigen Massaker lautet die Parole: Wir schaffen das! Das Klima wird mit Windrädern gerettet, und der Unterschied zwischen Frauen und Männern ist nur ein soziales Konstrukt. All das ist Ergebnis und Ausfluss einer infantilen Politik. Einer Politik, die die Realität völlig negiert. Fakten, Argumente und Empirie zählen nicht mehr. Träume, Emotionen und Wünsche bestimmen das politische Handeln. Auf Kritiker reagiert die politisch-korrekte Elite trotzig mit Verboten und Drohungen. Einen ernsthaften öffentlichen Diskurs gibt es nicht mehr. Diese Infantilisierung betrifft alle gesellschaftlichen Bereiche. Wir leben in einer infantilen Gesellschaft, in einer großen Villa Kunterbunt. In ihr sind Eigenverantwortung, Ernsthaftigkeit, Leistungswille, Disziplin, Authentizität und Wahrhaftigkeit verbotenes Terrain. In diesem Band beschäftigen sich bekannte Autoren, Journalisten und Wissenschaftler mit der Infantilisierung der europäischen Gesellschaften, den Ursachen und Folgen. Mit Beiträgen von Birgit Kelle, René Zeyer, Michael Ley, Martin Lichtmesz, Eva-Maria Michels, Henning Lindhoff, Andreas Tögel, Beatrix Pirchner, Christian Günther und Werner Reichel.

Il secondo aereo

Il secondo aereo

«È stato l'avvento del secondo aereo, uno squalo che avanzava basso sopra la Statua della Libertà: quello, il momento determinante». La cronaca e le riflessioni di Martin Amis su come il disprezzo per la razionalità e la frustrazione sessuale di un gruppo di fondamentalisti sono sfociati nel matrimonio da incubo tra la noia e il terrore che connota il nostro presente. Un testo provocatorio e spiazzante sull'11 settembre per quello che il «Times» ha definito «il più impegnato tra gli scrittori della nostra epoca». *** «Amis ci offre dei dispacci dal fronte politico internazionale, e allo stesso tempo un libro su ciò che significa essere uno scrittore, esserlo qui agli albori del ventunesimo secolo, con tutti i compromessi, le concessioni e le delusioni che questo comporta». «The Literary Review» *** «Vorrei essere cane, scimmia o orso, tutto fuorché quel futile animale che si fa vanto d'esser razionale», scriveva Lord Rochester nella sua Satira contro l'umanità: era il 1675 e l'età della ragione, dell'individualismo e dell'empirismo bussava superba alle porte, naturale quindi che Rochester fosse piuttosto scettico sulla presunta assennatezza dei suoi simili. A rileggere oggi quei versi, le sue preoccupazioni appaiono decisamente premature: «un minimo di prospettiva basta ad accorgersi che l'uomo si consacra solo saltuariamente al razionale», ci dice Martin Amis. Lo dimostra il secondo aereo, perché «è stato l'avvento del secondo aereo, uno squalo che avanzava basso sopra la Statua della Libertà, il momento determinante». Nel quarto d'ora che separa il primo velivolo dal secondo si poteva ancora credere alla casualità di un incidente, foss'anche il più spettacolare della storia. Ma quando, quella mattina dell'11 settembre 2001, il secondo aereo - una massa orrorifica di tonnellate d'acciaio lanciate a più di novecento chilometri orari sopra Manhattan - si conficcò con la lucida volontà dell'intenzione nel corpo della Torre Sud, l'America non poté fare altro che prendere atto dell'implacabile odio rivolto verso di lei. Gli attacchi terroristici, l'ascesa del fondamentalismo islamista, le guerre in Afghanistan e Iraq, i balordi sillogismi di Donald Rumsfeld, l'assalto alla razionalità illuminista, la trasformazione profonda e violenta del nostro orizzonte emotivo. Ma anche la condizione femminile, la crisi della mascolinità, le frustrazioni dello scrittore, l'inatteso legame tra terrore e noia. Tanto è stato scritto su quello «schianto morale» che è stato il crollo delle torri, nondimeno lo sguardo di Amis in questi saggi e racconti riesce a essere sorprendentemente spiazzante, coraggioso, senza timore di risultare scomodo e provocatorio. «L'11 settembre ha accorciato la distanza che separa la realtà dal delirio. Perciò quando ne parliamo, chiamiamolo con il nome che gli compete; non diamo a intendere di aver incassato e archiviato quell'evento, quel fenomeno, senza frizioni. Non è vero. L'11 settembre continua, va avanti, con tutto il suo mistero, la sua instabilità, e il suo atroce dinamismo».

Intellectuel communiste (1926-1940)

Intellectuel communiste (1926-1940)

Les articles et lettres qui composent ce recueil de textes illustrent en cinq rubriques chacune des facettes de la personnalité et de l'activité de l'intellectuel engagé que fut Paul Nizan.Les articles et lettres qui composent ce recueil de textes (articles, correspondances) illustrent en cinq rubriques chacune des facettes de la personnalité et de l'activité de l'intellectuel engagé que fut Paul Nizan. La " correspondance d'Aden ", tout d'abord, forme un contrepoint àAden Arabie, éclairant d'un jour bien différent ce qui, dans le pamphlet, n'apparaîtra que sous la forme de la révolte et du dégoût. " L'écrivain et le critique " précise la théorie de la littérature, nécessairement engagée, que Nizan mettra en œuvre et en acte. " Le philosophe " présente sous une forme durcie les thèses qu'il défendra tout au long de sa vie et notamment dans Les chiens de garde. " Le journaliste "témoigne du caractère inséparable de l'écriture et du militantisme dans l'œuvre de Nizan au cours d'événements majeurs tels que la Guerre d'Espagne. " La correspondance de guerre ", enfin, permet de préciser les raisons profondes de sa rupture avec le Parti communiste et trace un tableau des conditions de la " drôle de guerre " qui scellera prématurément le destin de l'écrivain.

Taking Rites Seriously

Taking Rites Seriously

Taking Rites Seriously is about how religious beliefs and religious believers are assessed by judges and legal scholars and are sometimes mischaracterized and misunderstood by those who are critical of the influence of religion in politics or in the formation of law. Covering three general topics - reason and motive, dignity and personhood, nature and sex - philosopher and legal theorist Francis J. Beckwith carefully addresses several contentious legal and cultural questions over which religious and non-religious citizens often disagree: the rationality of religious belief, religiously motivated legislation, human dignity in bioethics, abortion and embryonic stem cell research, reproductive rights and religious liberty, evolutionary theory, and the nature of marriage. In the process, he responds to some well-known critics of public faith - including Brian Leiter, Steven Pinker, Suzanna Sherry, Ronald Dworkin, John Rawls, and Richard Dawkins - as well as to some religiously conservative critics of secularism, such as the advocates for intelligent design.

Ever Wonder Why? and Other Controversial Essays

Ever Wonder Why? and Other Controversial Essays

The desire of individuals and groups to puff themselves up by imposing their vision on other people is a recurring theme in the culture wars. Thomas Sowell takes on a range of legal, social, racial, educational, and economic issues--along with the culture wars--in this latest collection of his controversial, never boring, always thought-provoking essays. From gun control myths to mealy mouth media to free lunch medicine, Sowell gets to the heart of the matters we all care about with his characteristically unswerving candor. Sowell skewers the mealy mouth media that calls terrorists insurgents and rioters demonstrators. He reveals how the idiocy of relevance in learning has been particularly destructive in the education of minority students at all levels. He explains how a free market and a strict construction of the 14th Amendment would never have permitted the laws that asked Rosa Parks to give up her seat to a white man. And he clarifies the confusion between equal opportunity and equal results that resides behind many kinds of spoiled brat politics. With Ever Wonder Why?--drawn from the best of his popular syndicated newspaper columns--Sowell once again takes dead aim at the self-righteous and self-important forces in government, media, education, and other areas of our society, offering the thoughtful perceptions, commonsense insights, and straightforward honesty we have come to expect from one of conservatism's most articulate voices.

Libre

Libre

Un deslumbrante retrato personal, histórico y político del derrumbe del estalinismo en Albania y la turbulenta llegada de la democracia.Cuando era una niña, con apenas once años, Lea Ypi fue testigo del fin del mundo. Al menos del fin de un mundo. En 1990 el régimen comunista de Albania, el último bastión del estalinismo en Europa, se desplomó.Ella, adoctrinada en la escuela, no entendía por qué se derribaban las estatuas de Stalin y Hoxha, pero con los monumentos cayeron también los secretos y los silencios: se desvelaron los mecanismos de control de la población, los asesinatos de la policía secreta...El cambio de sistema político dio paso a la democracia, pero no todo fue color de rosa. La transición hacia el liberalismo supuso la reestructuración de la economía, la pérdida masiva de empleos, la oleada migratoria hacia Italia, la corrupción y la quiebra del país.En el entorno familiar, ese período trajo sorpresas inauditas para Lea: descubrió qué eran las «universidades» en las que supuestamente habían «estudiado» sus padres y por qué estos hablaban en clave o en susurros; supo que un antepasado había formado parte de un gobierno anterior al comunismo y que a la familia le habían expropiado sus bienes.Mezcla de memorias, ensayo histórico y reflexión sociopolítica, con el añadido de una prosa de soberbia factura literaria y pinceladas de un humor tendente al absurdo –como no podía ser de otra manera, dado el lugar y tiempo que se retrata–, Libre es de una lucidez deslumbrante: refleja, desde la experiencia personal, un momento convulso de transformación política que no necesariamente desembocó en justicia y libertad.

L'Europe dans tous ses États

L'Europe dans tous ses États

Unissant les connaissances théoriques de l'universitaire et l'expérience pratique du député d'Italie au Parlement européen, de 1989 à 1994, Maurice Duverger fait aujourd'hui, pour les institutions de l'Europe, ce qu'il a fait en 1956 pour les institutions françaises, par sa théorie du régime semi-présidentiel, appliquée en 1962. Passant de la science à l'architecture politique, il propose aux recherches, aux imaginations, aux débats la maquette d'une nouvelle Union européenne. S'ouvrant sans retard à tous les pays destinés à y entrer, même s'ils ne peuvent ou ne veulent pas encore s'y intégrer pleinement, tels les États de l'Est, ou la Suisse et la Norvège, l'Union associerait le couple Paris-Bonn, noyau dur de la Communauté, à l'alliance franco-britannique, dans une triade dirigeant une organisation commune de défense. Un vrai président de l'Union conduirait un Conseil débarrassé de ses fonctions législatives, mais disposant des moyens de gouverner par la Commission pour la politique économique, et par un Conseil de sécurité pour la politique militaire. À leur côté, les lois seraient délibérées par deux chambres : le Parlement européen et une assemblée dirigée par les parlementaires nationaux.

L'oeil de l'État

L'oeil de l'État

Pourquoi, malgré des intentions parfois sincères et orientées vers le bien-être de leurs populations, les États modernes les ont-ils si souvent malmenées, voire meurtries ? Pourquoi, malgré les moyens colossaux mis en œuvre, les grands projets de développement ont-ils si tragiquement échoué et abîmé l'environnement ? Dans cette étude foisonnante, James Scott démonte les logiques bureaucratiques et scientifiques au fondement de ces projets " haut-modernistes ", poussant à toujours plus de lisibilité et de contrôle sur la nature et les sociétés humaines.À partir d'une large palette d'études de cas allant de la foresterie scientifique à la création des premiers recensements et des noms propres, de la doctrine révolutionnaire de Lénine à la collectivisation de l'agriculture soviétique, Scott dénonce ces entreprises de planification autoritaire qui finissent par appauvrir et par étouffer le monde physique et social.À l'encontre de ces approches abstraites, centralisées et surplombantes, ce livre défend le rôle de formes de savoirs situés plus modestes, étroitement liées à l'expérience pratique et davantage capables d'adaptation au gré des circonstances.

Le Retour des frontières

Le Retour des frontières

Le retour des frontières, dans les faits et les consciences, est une bonne nouvelle. À condition de l'interpréter et d'en user avec discernement. Celles-ci n'avaient jamais disparu, sauf sur nos cartes mentales de voyageur européen. Une frontière n'est pas un tracé abstrait mais une institution, et la franchir aisément ne l'annule pas. Abolir les frontières, c'est faire disparaître les États. Un monde sans frontières est un monde barbare, ce que l'horreur daechite nous a rappelé.

La piazza e la torre

La piazza e la torre

Ispirata dalla plastica contrapposizione fra la Torre del Mangia e la Piazza del Campo a Siena, potente metafora urbanistica delle due forme antitetiche in cui si è incarnato il potere nella società umana - quella verticale e centralistica delle strutture gerarchiche e quella orizzontale e distribuita delle reti -, la rilettura dell'età moderna e contemporanea proposta da Niall Ferguson è intesa a restituire al modello organizzativo «reticolare» quel valore di forza propulsiva del cambiamento che gli storici hanno a lungo misconosciuto o, comunque, sottovalutato.Pur prendendo nettamente le distanze dai teorici della cospirazione, che attribuiscono a élite e sette segrete (i massoni, gli Illuminati, i banchieri ebrei) il ruolo di effettivi manovratori delle leve del potere, Ferguson mostra come la storia umana sia caratterizzata dall'alternarsi di lunghe epoche segnate dal predominio delle gerarchie e di periodi più brevi, ma straordinariamente intensi e dinamici, di egemonia delle reti, favorite anche da radicali innovazioni tecnologiche. Guardando poi all'epoca moderna, l'autore considera più da vicino le due grandi «ere delle reti»: i tre secoli che dall'invenzione della stampa, dalle importanti scoperte geografiche e dalla Riforma sono culminati nel crollo dell'ancien régime a fine Settecento, e gli ultimi cinquant'anni che, a partire dagli anni Settanta del Novecento, hanno visto l'impetuosa espansione della tecnologia digitale e la rapida diffusione delle reti sociali odierne, che hanno letteralmente rivoluzionato la vita di gran parte dell'umanità.Ma al riconoscimento e alla rivalutazione del ruolo delle reti nella storia Ferguson associa, contestualmente, una sferzante critica dell'utopia libertaria di «netizen» liberi e uguali nell'ultrademocratico e paritario regime del web, che gli appare caratterizzato piuttosto dagli eccessi di violenza sui social e dall'estrema vulnerabilità a ogni tipo di propaganda, compresa quella terroristica, e a ogni forma di «fake news». Al punto che, per lui, solo il modello gerarchico può garantire un qualche principio di stabilità geopolitica perché «la lezione della storia è che affidarsi alle reti per governare il mondo è una ricetta perfetta per l'anarchia».

Les origines du populisme

Les origines du populisme

Le populisme est le produit de deux secousses telluriques. Premier séisme : la montée d'un immense ressentiment contre les partis et les institutions politiques. Face à l'échec de la droite et de la gauche à contenir les excès du capitalisme, la radicalité " anti-système " a brisé les compromis que l'un et l'autre camps étaient parvenus à édifier. Deuxième séisme : la fin de la société de classes, au profit d'une société d'individus pensant leur position sociale en termes subjectifs. Une nouvelle polarité en résulte, qui sépare les " confiants " des " méfiants " envers autrui. La droite populiste surgit au croisement d'une double méfiance – à l'égard des institutions politiques et à l'égard de la société. Elle prospère sur le désenchantement démocratique, tout en renouvelant le clivage gauche-droite. Fondé sur des données inédites, cet ouvrage se révèle essentiel pour comprendre le présent et l'avenir des sociétés démocratiques. Doyen de l'École d'affaires publiques, Yann Algan est professeur d'économie à Sciences Po. Économiste, Elizabeth Beasley est chercheuse au CEPREMAP. Daniel Cohen est directeur du département d'économie de l'École normale supérieure et professeur à l'École d'Économie de Paris. Martial Foucault est directeur du CEVIPOF, professeur à Sciences Po.

War by Other Means

War by Other Means

Nations carry out geopolitical combat through economic means. Yet America often reaches for the gun over the purse to advance its interests abroad. Robert Blackwill and Jennifer Harris show that if U.S. policies are left uncorrected, the price in blood and treasure will only grow. Geoeconomic warfare requires a new vision of U.S. statecraft.

Embracing the Fog of War

Embracing the Fog of War

The unpredictable counterinsurgency environment challenges centralized, quantitative campaign assessment. A comprehensive examination of the centralized, quantitative approach to assessment, as described in the literature and doctrine and applied in two primary case studies (Vietnam and Afghanistan), reveals weaknesses and gaps and proposes an alternative process: contextual assessment.

L'Horreur médiatique

L'Horreur médiatique

Quand Jean-François Kahn a publié La Catastrophe du 6 mai 2012, beaucoup de journaux lui ont téléphoné pour le féliciter mais aussi pour lui faire comprendre qu'ils n'en parleraient pas parce qu'il avait, un jour, dit du mal de leur patron. Etre gentil avec un rédacteur en chef compterait-il plus aujourd'hui que le contenu d'un livre ? Jean-François Kahn est consterné de voir la presse nationale aussi peu impartiale et essaie de rester objectif. Quand il était à Marianne, il a lui-même diffusé des feuillets entiers qui le traînaient dans la boue. Depuis son livre La Pensée unique, l'ex-directeur de Marianne parle du manque de pluralisme dans la presse. Il remarque que pour le vote du référendum européen, 95% des journaux étaient pour le OUI et n'étaient pas du tout en adéquation avec l'avis général. A l'issue des votes, ces mêmes journaux se sont indignés et ont traité les français de " fachos "... Aujourd'hui, avec l'émergence d'Internet et des nombreux réseaux sociaux, c'est toute la carte des médias qui est remodelée. L'accès à de l'information immédiate, sans analyse ni recul, ne va-t-elle pas accentuer " l'horreur médiatique " ?

L'Allemagne au-dessus de tout

L'Allemagne au-dessus de tout

Extrait : "La conduite de l'Allemagne pendant la guerre dérive d'une certaine mentalité. — Le principal objet des éludes qui constituent notre collection est de dépeindre l'Allemagne telle que la guerre nous l'a révélée. Déjà nous avons parlé de son humeur agressive, de sa volonté belliqueuse, de son mépris du droit international et du droit des gens, de son inhumanité systématique, de ses cruautés réglementaires."À PROPOS DES ÉDITIONS LIGARAN : Les éditions LIGARAN proposent des versions numériques de grands classiques de la littérature ainsi que des livres rares, dans les domaines suivants : • Fiction : roman, poésie, théâtre, jeunesse, policier, libertin. • Non fiction : histoire, essais, biographies, pratiques.